Salve a tutti e ben ritrovati sul mio blog, oggi sono qui per parlarvi di un grandissimo film che ho visto ieri pomeriggio ed ho trovato per caso nella home di Netflix. Incuriosito ho deciso di gustarmi il trailer e riconoscendo lo stile del film ho capito che non potevo assolutamente perdermelo. Sto parlando di:
"The Experiment"
Il film è uscito nel 2010 ed è il remake del film "The Experiment - Cercasi cavie umane" che è a sua volta ispirato ad un reale esperimento carcerario avvenuto nel 1971 a Stanford condotto dallo psicologo Zimbardo. Ma non perdiamoci in chiacchiere; vi starete probabilmente chiedendo il perché io abbia apprezzato questo film tanto da scriverne a riguardo; ebbene, è per via della storia, o meglio non solo per quello considerando la grande interpretazione degli attori protagonisti. Ma partiamo dal principio, ovvero parlando della trama:
Il film inizia raccontando la vita presente di un uomo, più precisamente un hippie di nome Travis, che vive la sua vita partecipando a manifestazioni pacifiche. In cerca di soldi, egli legge un annuncio sul giornale e venendo a conoscenza di un esperimento che gli frutterebbe una grande quantità di soldi decide di prendervi parte. Viene portato insieme ad altre 25 persone in un luogo isolato che fungerà da prigione e questo gruppo di uomini viene quindi smistato in due categorie: poliziotti, di cui solo 8 di loro ne faranno parte, e i prigionieri che costituiranno i restanti 18 membri del gruppo. In questa "prigione" vi sono telecamere ovunque e i loro movimenti saranno monitorati per filo e per segno, tanto che dovranno tutti quanti seguire delle regole prestabilite se non vogliono riscontrare alcun tipo di problema. La regola principale è quella di non imporre violenza sugli altri uomini, nel caso in cui ciò accadesse allora l'esperimento si fermerebbe e gli uomini non riceverebbero nemmeno un dollaro.
Dopo i primi giorni vissuti in tranquillità, con l'obiettivo di trascorrere semplicemente due settimane calme e seguendo le regole per ottenere i soldi loro promessi, la situazione inizia a riscaldarsi con i detenuti che non vogliono essere sottomessi ed eseguire i comandi dei poliziotti, i quali mano a mano godranno sempre più per la propria posizione agiata ed elevata, piena di potere e decisioni importanti che caratterizzeranno la permanenza dei prigionieri in quel luogo. Inizia quindi la mia parte preferita, il caos, che distruggerà ogni sorta di buonismo creato all'inizio dell'esperimento, ogni forma di rispetto e di umanità.
Non vi racconterò come prosegue o come termina il film perché altrimenti, beh potrei togliervi il gusto di vederlo e non è questo il mio obiettivo.
Il film è tanto bello quanto "orrendo" nel caso in cui si voglia analizzare l'aspetto umano e il cambiamento che sia i prigionieri che gli stessi poliziotti subiscono, o per meglio dire attuano. Essi infatti, presi probabilmente dal senso di giustizia o da quello di seguire le regole, o forse addirittura dal potere e dalle conseguenti insurrezioni e lamentele che esso provoca, nel corso del film tendono a involversi, non dando più retta alla ragione ma al puro istinto e a ciò che credono sia più giusto, attuando come parametro di giudizio per le punizioni la legge del taglione: "occhio per occhio, dente per dente". Il progresso quindi non esiste in questo film ma vi è un ritorno alla brutalità, alla natura e all'aspetto animale; con la consapevolezza che, una volta occultati i nostri diritti civili faremmo di tutto per riottenerli o ricevere un minimo di rispetto.
Purtroppo bisogna ammettere che l'esperimento psicologico su di loro ha dato i risultati che ci si aspettava, sebbene (per questione di etica e speranza per la nostra specie) si sperava nel risultato opposto.
Vorrei aggiungere che i protagonisti, così come tutto il cast, hanno fatto un'ottima performance e nonostante il film fosse girato per gran parte in un solo edificio, esso è risultato tutto tranne che noioso o lento. L'unica notazione negativa riguardo al film potrebbe essere forse il fatto che non venga descritta se non in minima parte la vita dei due protagonisti prima del loro coinvolgimento nell'esperimento, con quella di Travis che viene brevemente analizzata con sbalzi temporali e piccoli dettagli e con la quasi completa omissione della descrizione della vita trascorsa di Barris (l'altro protagonista, posto a capo dei poliziotti); ma se non altro il film non si concentra sulla loro vita, bensì sull'esperimento di per sé e della reazione degli esseri umani ad esso, pertanto la storia principale è questa e non quella dei singoli individui. Gli uomini in questa rappresentazione sono semplicemente uomini e non hanno un vero e proprio nome o una storia (tanto che gli stessi detenuti venivano chiamati semplicemente con il loro numero di matricola e non più con il loro vero nome di battesimo), la cosa più importante è la loro reazione e i sentimenti in merito che provano di fronte al test proposto loro.
Il film è cupo e ci fa pensare, è violento e i diritti civili degli uomini vengono meno. Tratta in realtà anche temi delicati, quali il diritto di lottare per le proprie idee, quello di non arrendersi, il tema della sottomissione e delle violenze e tanti altri ancora. Sconsiglio quindi la visione ad un pubblico facilmente suggestionabile o di età inferiore ai 14/16 anni; per quelli che invece apprezzano i thriller psicologici e amano come me il caos e i film tratti da storie vere posso solo dirvi di accendere il televisore, andare su Netflix e godervi la visione.
Spero che il post vi sia piaciuto,
Buona serata e a presto, ci vediamo settimana prossima per nuovi contenuti.
Un saluto e un abbraccio dal vostro Ilcommentatoreseriale
Interessante.... lo metto nella lista dei film da vedere!
RispondiEliminaNonostante non si a assolutamente il mio genere mi hai quasi fatto venire voglia di vederlo ...... Ho detto QUASI :-)
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