Salve a tutti e bentornati nel mio blog, oggi volevo parlarvi di uno dei più conosciuti film dell'artista Checco Zalone, esatto sto parlando proprio di:
"Sole a Catinelle"
Qualche giorno fa infatti, vagando per le viscere di Netflix mi sono accorto della presenza di questo film e ho deciso che era giunto finalmente il momento di fare il rewatch.
Il film tratta di un padre (Checco) che preso dalla frenesia decide di lasciare il proprio lavoro (mentre intanto sua moglie sta vivendo una situazione difficile, col rischio di perdere la propria occupazione) per trovare qualcosa di meglio, senza pensare però alle conseguenze che questa decisione potrebbe portare. Nel suo nuovo impiego, dopo una iniziale impennata nei guadagni, inizia a perdere credibilità e vendite, arrivando persino sull'orlo del fallimento; ma nonostante ciò decide di portare in vacanza il figlio per via della sua pagella coronata da tutti 10. Checco, ormai separato dalla moglie, va in viaggio con Nicolò, suo figlio, il quale passerà una vacanza inimmaginabile e indimenticabile con il suo babbo.
La trama ha quindi come rapporto principale quello tra Nicolò e Checco ovvero quello tra padre-figlio che sebbene inizialmente si sfaldi, tende a riunificarsi col progredirsi della vicenda, e dopo essersi conciliati passano una vacanza da sogno.
Sinceramente è un film molto bello e creativo, come del resto qualsiasi altro sketch o opera cinematografica di Checco ed ha alla base dei significati profondi quali quello della crisi finanziaria ed economica che subiva e subisce tutt'ora parte della popolazione italiana, dell'educazione e del valore dell'insegnamento ma anche per quanto riguarda il saper apprezzare le cose, passando per di più per temi delicati quali quelli del saper rispettare le idee politiche altrui, rinnegare qualsiasi forma di razzismo o distinzione di razza ed anche di genere.
Fino a qui sembra tutto molto bello non è vero? Eppure c'è una fregatura, il fatto che Checco Zalone non è un comico apprezzato da tutti, in quanto non mette in mezzo la semplice e pura comicità come noi la conosciamo, ma vi aggiunge quel pizzico di umorismo che non a tutti arriva o nel caso in cui raggiunga le menti altrui non viene sempre condiviso. L'umorismo nasce infatti come dice Pirandello "da una più ponderata riflessione che genera una sorta di compassione da cui si origina un sorriso di compassione", ed è proprio l'arma che contraddistingue il comico di Bari da tanti altri artisti, il quale riesce per l'appunto a mostrare un sorriso amaro sul nostro volto, dovuto dal pensiero del mondo in cui noi tutti viviamo.
Ergo vi consiglio vivamente di vederlo o (vista la fama del film) di rivederlo, dato che molti di voi lo conosceranno già e probabilmente ne avranno già preso visione.
Il film è adatto a mio parere a tutti, sebbene il linguaggio sia lievemente scurrile e caratterizzato giusto da qualche parola volgare; mentre per il resto non vi sono contenuti sensibili o altro di eclatante che possa impressionare il pubblico. L'umorismo di Zalone è dunque vicino a tutte le età.
La storia è lineare e non è difficile da seguire, ma anzi ne è piacevole la visione non essendoci intrecci o veri e propri cambi temporali improvvisi e ragionamenti intrinsechi.
Detto questo vi saluto e spero che il post vi sia piaciuto.
Ci vediamo settimana prossima per nuovi contenuti, un abbraccio dal vostro Ilcommentatoreseriale.
uno dei miei film preferiti
RispondiEliminaFantastico, da rivedere sia quando si è allegri che quando ci si sente un po' giù
RispondiEliminaFilm fantastico, visto e rivisto, complimenti per il commento.
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